L’intelligenza artificiale nel mondo del diritto

L’intelligenza artificiale viene definita come “la teoria e lo sviluppo di sistemi informatici in grado di svolgere compiti che normalmente richiedono l’intelligenza umana, come la percezione visiva, il riconoscimento vocale, i processi decisionali e la traduzione tra le lingue”. Questa definizione, applicata al diritto, potrebbe diventare “la teoria e lo sviluppo di sistemi informatici atti a svolgere compiti che normalmente richiedono le competenze tecniche di giuristi, come la qualificazione di clausole di contratti, il riconoscimento e la qualificazione di contenuti giuridicamente rilevanti, i processi decisionali basati sull’analisi giuridica, la valutazione dei rischi, la previsione probabilistica dell’esito di giudizi e la traduzione in contenuti giuridici di concetti/esigenze espresse da non giuristi”.

I possibili obblighi di utilizzo da parte del giurista

A prescindere dalle esigenze del mercato non si può configurare oggi in capo al giurista italiano un obbligo di utilizzare e/o conoscere queste soluzioni. Tuttavia, è ben ipotizzabile uno scenario futuro in cui il giurista, non preparato in materia di intelligenza artificiale, possa esser ritenuto responsabile per non aver svolto il proprio incarico con la diligenza richiesta. Se, sino ad oggi, la spinta a valutare l’applicazione di soluzioni di intelligenza artificiale è stata determinata principalmente da obiettivi quali il miglioramento del servizio reso ai clienti e la riduzione del relativo costo, si potrebbe ragionevolmente immaginare che in un futuro non troppo lontano cittadini/clienti pretendano che l’avvocato cui daranno mandato possieda almeno competenze di base circa l’applicazione dell’intelligenza artificiale nel campo del diritto. In questo prevedibile contesto futuro, l’uso di soluzioni di intelligenza artificiale potrebbe diventare una condizione essenziale per acquisire nuovi incarichi professionali o quantomeno gli incarichi professionali più complessi. Si tratta di un processo inevitabile volto al miglioramento, a certe condizioni, dei servizi resi dagli avvocati.

Le aree di applicazione dell’intelligenza artificiale nel settore legale

Un indizio del sempre maggior impiego di soluzioni di intelligenza artificiale nel settore legale in Italia è rappresentato anche dall’aumento delle aree in cui queste soluzioni possono trovare applicazione. L’applicazione dell’intelligenza artificiale sembra aver trovato finora applicazione soprattutto nel mondo della due diligence legale, nel contesto di compravendite societarie, settore che presenta caratteristiche favorevoli ad una diffusione rapida di queste soluzioni: volumi significativi di documenti, svolgimento di alcune attività molto dispendiose in termini di tempo e di rilevazioni, necessità di impiegare molti professionisti. Ma da qualche tempo si affacciano sul mercato sistemi di intelligenza artificiale destinati all’impiego in diverse aree quali il settore delle indagini interne e del contenzioso, entrambi caratterizzati da volumi significativi di documenti, tanto grandi da essere difficilmente gestibili senza il supporto di nuove tecnologie e nei quali l’uso dell’intelligenza artificiale può dare ottimi vantaggi sia in termini di qualità del lavoro che di efficienza. Un’altra area del diritto potenzialmente interessata da un maggior impiego di queste soluzioni potrebbe essere quella della compliance, nella quale la proliferazione delle normative applicabili ed il conseguente aumento delle informazioni da gestire e dei processi da monitorare/implementare impongono al giurista responsabile della compliance il ricorso all’uso di soluzioni di intelligenza artificiale.

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